[escola moderna]

"Deseo que en ninguna ocasión ni próxima ni lejana, ni por uno ni otro motivo, se hagan manifestaciones de carácter religioso o político ante los restos míos, porque considero que el tiempo que se emplea ocupándose de los muertos sería mejor destinarlo a mejorar la condición en que viven los vivos, teniendo gran necesidad de ello casi todos los hombres. (...) Deseo también que mis amigos hablen poco o nada de mi, porque se crean ídolos cuando se ensalza a los hombres, lo que es un gran mal para el porvenir humano. Solamente los hechos, sean de quien sean, se han de estudiar, ensalzar o vituperar, alabándolos para que se imiten cuando parecen redundar al bien común, o criticándolos para que no se repitan si se consideran nocivos al bienestar general."
 

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nella Stanza si stanno incontrando compagni
Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini
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Genocidio in Rwanda: 10 anni dopo.

Il colonnello Aloys Simba, 62 anni, arrestato nel 2001 in Senegal, incriminato di genocidio e crimini contro l’umanità dal Tribunale Penale Internazionale per il Rwanda (TPIR) avrebbe dichiarato pubblicamente di essere stato richiamato alle armi nel ’94 per “eliminare” i tutsi. Vecchio compagno di lotta del presidente Juvénal Habyarimana il cui assassinio, il 6 aprile ’94 segnò l’inizio del genocidio, il colonnello era in pensione a quel tempo. Il governo instaurato l’indomani della morte del presidente l’aveva nominato nientemeno che responsabile della “difesa civile” nelle provincie di Gikongoro e Butare (sud). “Sono qui perché il governo si fida di me. Il governo vuole che ritorni in servizio per eliminare questa saleté[*]”, avrebbe dichiarato Simba durante una riunione nella chiesa di Kaduha, (provincia di Gikongoro) secondo un testimone soldato che ha preso ordini dallo stesso colonnello. Ed è proprio contro un elemento della ecclesia, Padre Athanase Serumba, un hutu di 41 anni, ugualmente accusato di istigazione al genocidio della minoranza tutsi e crimine contro l’umanità, che in questi giorni si apre il processo presso la sede del TPIR di Arusha (Tanzania). 4 giorni dopo l’attentato al presidente, il prete – in accordo con le più alte autorità locali del comune di Kivomu (regione di Kibuye, a est del Rwanda) – avrebbe ordinato il massacro di oltre 2000 tutsi rinchiusi nella sua chiesa di Nyange. Il 13 aprile la chiesa rimase accerchiata dai miliziani estremisti hutu. Padre Serumba decise di far venire un caterpillar davanti alla chiesa per distruggerla e, dopo ripetuti colpi il tetto crollò sui rifugiati. Non contento Serumba avrebbe fornito benzina per bruciare i corpi e l’intera chiesa. Nel 1994 Seromba non avrebbe avuto già alcuna compassione verso quella gente. “Ha rifiutato di dare del cibo (ai Tutsi) dicendo che non sarebbe servito a nulla poiché sarebbero morti molto presto. Inoltre ha rifiutato di dare loro accesso ai bagni, anche ai bambini” dice l’italiana Silvana Arbia, il procuratore.

Dopo il genocidio Serumba ha trovato rifugio in Italia nel 1997 per proseguire il suo officio nella diocesi di Firenze. Diventato un protagonista scomodo per le autorità pubbliche italiane e la stessa chiesa cattolica, il prete decise di consegnarsi all’ONU nel febbraio 2002 dichiarando ovviamente, non appena arrestato, la sua innocenza. Come altri 44 detenuti Serumba ha deciso di boicottare le udienze del suo processo per protesta contro l’eventuale trasferimento dei dossier ancora aperti presso la magistratura ordinaria del Rwanda. Infatti ieri, 22 settembre, è stato sospeso il processo fino a lunedì prossimo a causa dell’assenza della difesa.

Alcune associazioni di sopravvissuti al genocidio (e non solo) accusano da tempo gli ambienti della gerarchia cattolica di aver favorito l’estradizione di alcuni preti sospettati di aver partecipato alla strage. Qualche esempio di favoritismo? Nel 1999, Monsignor Augustin Misago, vescovo di Gikongoro, venne arrestato il Rwanda dopo che l’ex presidente Pasteur Bizimungu lo accusò pubblicamente di aver partecipato allo sterminio dei Tutsi. Dopo 428 giorni passati in carcere il vescovo fu liberato per mancanza di prove. Nel giugno 2001 la corte d’assise di Bruxelles condannò due suore ruandesi originarie della regione di Butare per aver consegnato alle milizie hutu migliaia di persone rifugiatesi nel loro convento.



[*] Saleté in francese significa letteralmente “sporcizia, sudiciume”. In senso figurato si intende come “porcheria” o anche come “mascalzone”.

 

Ora che avete letto questo mio articolo vi chiedo: un libro sul genocidio del Rwanda e il coinvolgimento dell'esercito francese scritto da Jean-Paul Gouteux (e tradotto dalla sottoscritta) che in Francia è già alla seconda edizione, potrebbe interessare anche qua in Italia?


postato da: Violeta | settembre 23, 2004 17:50 | commenti (41)

VOLTAIRE, Candide, (1759)

Chapitre troisième (Extrait)

COMMENT CANDIDE SE SAUVA D'ENTRE LES BULGARES, ET CE QU'IL DEVINT.

Rien n'était si beau, si leste, si brillant, si bien ordonné que les deux armées. Les trompettes, les fifres, les hautbois, les tambours, les canons, formaient une harmonie telle qu'il n'y en eut jamais en enfer. Les canons renversèrent d'abord à peu près six mille hommes de chaque côté ; ensuite la mousqueterie ôta du meilleur des mondes environ neuf à dix mille coquins qui en infectaient la surface. La baïonnette fut aussi la raison suffisante de la mort de quelques milliers d'hommes. Le tout pouvait bien se monter à une trentaine de mille âmes. Candide, qui tremblait comme un philosophe, se cacha du mieux qu'il put pendant cette boucherie héroïque.
Enfin, tandis que les deux rois faisaient chanter des Te Deum, chacun dans son camp, il prit le parti d'aller raisonner ailleurs des effets et des causes. Il passa par-dessus des tas de morts et de mourants, et gagna d'abord un village voisin ; il était en cendres : c'était un village abare que les Bulgares avaient brûlé selon les lois du droit public. Ici des vieillards criblés de coups regardaient mourir leurs femmes égorgées, qui tenaient leurs enfants à leurs mamelles sanglantes ; là des filles, éventrées après avoir assouvi les besoins naturels de quelques héros, rendaient les derniers soupirs ; d'autres, à demi brûlées criaient qu'on achevât de leur donner la mort. Des cervelles étaient répandues sur la terre à côté de bras et de jambes coupés.

a Sesto


postato da: Violeta | settembre 23, 2004 13:12 | commenti (7)

Elle est verte. La pelouse immense déclinée verte. Une vache me mâche, les dents carrées, le nez soufflant.

Je marche.

Mais non, je ne vais pas à pattes, je suis dans ma voiture. Une bouche d’égout comme faucille scintille.

Je vois la Vierge dans une voiture. C’est la Vierge Palestine ;  ainsi, je peux même donner le nom à mon enfant.

 

postato da: Violeta | settembre 23, 2004 12:22 | commenti (1)

postato da: Violeta | settembre 21, 2004 15:44 | commenti (7)

assungirà,à (sincerus) = 1. risciacquare bene i panni eliminando ogni residuo di sporco fino a farli diventare sine cerus cioè puliti, puri. 2. essere liberi dai fumi dell’alcool. 3. vedere il cielo sereno e sgombro di nuvole Sungìru di vèrnu, cum'à puttàna ì Salèrnu! Il cielo sereno nelle sere d’inverno è inaffidabile come la puttana di Salerno

postato da: Violeta | settembre 20, 2004 12:52 | commenti (7)

Ore 7.30 sul treno che attraversando faticosamente la nebbia e una selva selvaggia si reca da carrara a fidenza svalicando verso la terra del capelètto. Signore napoletano, molto distinto, emigrato a Milano sulla sessantina due giornali sotto il braccio. Legge e commenta: e quel baffino del cazzo invece di andare a fare il politico doveva fare il barbiere che guarda qua ha tagliato tuti i soldi della sanità al sud per arricchire il nord sto stronzo scusi signorina sa ma mia moglie che è di carrara lo sa a me mi fanno imbestialire ste cose qua perché poi noi siamo costretti ad emigrare io è da quando avevo 19 anni che lavoro a Milano e poi giú c'è gente che muore aspettando una tac muore ha capito? questi politici del cazzo io il voto non lo darei proprio a nessuno che tanto questi pensano ad arricchirsi e basta[...] ecco guarda qua guarda questa eh vedi gli italiani un popolo di coglioni noi gli costruiamo le moschee e loro ci ammazzano

- ?!¿¡

Forlì. L'attesa si taglia col coltello, sembra di esser tornati a dimostrare la maturità. 4 ore di esame in una austera scuola. 4 ore senza nemmeno pisciare. Se vuoi proprio, che ti scoppia la vescica, devi farti accompagnare da una fottuta insegnante imbellettata. Io non vado, mi inibisce pisciare con qualcuno che è attento ai tuoi rumori.

Ritorno. Di nuovo aspetto che la locomotiva arranchi pesantemente tra la nebbia, la pioggia fitta o quello che è. Aspetto la fermata in piedi accanto alla porta. Mi accorgo di un marasma di moscerini incastrati tra la porta e il primo scalino. Alcuni vengono risucchiati da un buco in fondo alla porta, altri si muovono ancora tentando gli ultimi tremolii per resistere al vortice, altri si lasciano morire. Che vita di merda. Poi mi accorgo che non è molto dissimile dal disegno del nostro Capo per ognuno di noi. Che vita di merda.

Spossata mi si apre la porta di casa ed è odore di mamma con la minestra di fagioli pronta sul fuoco. Ed è subito notte.

 

postato da: Violeta | settembre 16, 2004 11:04 | commenti (15)

9/11, l'altro

"Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi.

Il popolo non deve farsi annientare né crivellare, ma non può nemmeno umiliarsi."

Dal discorso del Presidente Allende alla Radio Corporación

CHILE EN EL CORAZÓN
 
Para matar al hombre de la paz
para golpear su frente limpia de pesadillas
tuvieron que convertirse en pesadilla
para vencer al hombre de la paz
tuvieron que congregar todos los odios
y además los aviones y los tanques
para batir al hombre de la paz
tuvieron que bombardearlo hacerlo llama
porque el hombre de la paz era una fortaleza
[...]
Para matar al hombre de la paz
para golpear su frente limpia de pesadillas
tuvieron que convertirse en pesadilla
para vencer al hombre de la paz
tuvieron que afiliarse para siempre a la muerte
matar y matar más para seguir matando
y condenarse a la blindada soledad
para matar al hombre que era un pueblo
tuvieron que quedarse sin el pueblo
Allende
                                                Mario Benedetti
 




















postato da: Violeta | settembre 10, 2004 13:38 | commenti (20)

Ma chi l'ha detto che di mamme ce n'è una sola?

La mia seconda mamma si chiama Ruxandra, Mami, per la precisione. Ogni tanto fa una festa per noi, tanto per riunirci un po' assieme. Io vado sempre. E osservo dallo 0 al 90esimo anno. Balli sulla piccionaia, pizzicacubareggaeswingpopularmusic..senti, ma siamo noi i vecchi o voi? mettete un po' di rock! musicalmente inversi, è divertente. mi sento vecchia tra i giovani vecchi. Sorpresa, volto conosciuto: il mio professore di musica delle scuole medie, bello come non mai, due occhi azzurri sempre interrogativi, lo amo come nella mia infanzia. Senta ma io non so mai se darle del lei o del tu - dammi del tu, ché ormai siamo quasi coetanei (?!che forte il Compagno, che Compagno si chiama, di cognome!L'ho amato anche per questo.). Quinto bicchiere di vino e finisco ad insegnare la musica popolare al mio profe di musica che confonde una pizzica per una tammurriata..eh nonono non ci siamo profe.oh, finalmente una soddisfazione, una volta tanto sono io che insegno a lei un po' di sana musica popolare. Sai Siro, è colpa sua se sono cosí con voi, se sono tanto petulante e leziosa in fatto di musica..è colpa sua! Ridono tutti. Sai, sei proprio bella, sì, sei bellissima..e continua in un francese di quelli da far svenire dal miele che appiccica una parola all'altra...queste cose dette da un uomo-inventore, uomo dalla cultura immensa e bohème fiammingo mi aprono il cuore, ché lui non dice mai una cosa se non la sente davvero. Sento che queste persone sono vere. Amanti, amici, uomini e donne grandi. Di nuovo torno ad amare personaggi, situazioni. E l'aria fresca della piccionaia.

postato da: Violeta | settembre 09, 2004 02:08 | commenti (7)

È "Guerra"

 

postato da: Violeta | settembre 08, 2004 19:15 | commenti (3)

Soltanto adesso leggo questa assurda notizia. Scusate, ma con la testa sono da un'altra parte...e funziono in ritardo.

Bush e Blair candidati Nobel per la Pace:
Da Stoccolma arriva una notizia bomba: la Fondazione Nobel ha annunciato che fra i candidati al Nobel per la pace del 2004, che sarà annunciato l'8 ottobre a Oslo, ci sono anche George Bush e Tony Blair. Altri candidati sono il francese Jacques Chirac, l'ex presidente ceko Vaclav Havel e l'Unione europea (a che titolo?). Fra le altre candidature anche quella dell'ex capo degli ispettori ONU sulle (introvabili) armi di sterminio di massa di Saddam Hussein, lo svedese Hans Blix.

Con le mani sporche di sangue.


 



postato da: Violeta | settembre 08, 2004 16:04 | commenti (11)

 


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