[escola moderna]

"Deseo que en ninguna ocasión ni próxima ni lejana, ni por uno ni otro motivo, se hagan manifestaciones de carácter religioso o político ante los restos míos, porque considero que el tiempo que se emplea ocupándose de los muertos sería mejor destinarlo a mejorar la condición en que viven los vivos, teniendo gran necesidad de ello casi todos los hombres. (...) Deseo también que mis amigos hablen poco o nada de mi, porque se crean ídolos cuando se ensalza a los hombres, lo que es un gran mal para el porvenir humano. Solamente los hechos, sean de quien sean, se han de estudiar, ensalzar o vituperar, alabándolos para que se imiten cuando parecen redundar al bien común, o criticándolos para que no se repitan si se consideran nocivos al bienestar general."
 

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nella Stanza si stanno incontrando compagni
Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini
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Sri Lanka - 28.12.2004

E dopo l'onda le mine

di Alessandro Grandi per Peacereporters

Dopo l'onda anomala un nuovo allarme: le mine antiuomo che galleggiano nelle campagne
Fango, detriti, case distrutte, il maremoto ha portato con sè morte e Una mina antiuomodistruzione.
E un'altra piaga rischia di far diventare questo immane disastro in una tragedia ancora peggiore.
La potenza devastante dell'acqua ha dissotterrato migliaia di mine antiuomo dalle campagne aggiungendo danno al danno.
Secondo le prime informazioni l'ondata anomala avrebbe già provocato l'esplosione di un numero imprecisato di ordigni, e molti altri starebbero galleggiando pericolosamente nelle campagne allagate.
Lo Sri Lanka è uno dei paesi più minati al mondo. La guerriglia che da anni contrappone due fazioni, le Tigri Tamil e i governi statali, utilizza queste armi da diverso tempo. E il governo non ha firmato il trattato per la messa al bando delle mine, anche se più volte ha sostenuto di "compiere passi avanti significativi per la messa al bando di questi ordigni". Le stime dello stesso governo parlano della presenza di circa un milione e mezzo di ordigni inesplosi.
 
Il disastro nel disastro. Senza controllo, le mine starebbero galleggiando pericolosamente nelle campagne. Di dimensioni molto piccole, questi ordigni hanno al mercato delle armi hanno un prezzo piuttosto basso. La loro pericolosità va oltre i conflitti, infatti colpiscono anche quando le guerre sono terminate. A farne le spese sono sempre più spesso i bambini che vedono in quell'oggetto trovato a terra un nuovo compagno di giochi, scoprendo solo dopo averlo preso in mano che è soltanto uno strumento di morte. Un quarto delle vittime delle mine antiuomo è costituita da bambini. Nel mondo solo nel 2003 sono morti a causa di quest'arma tremenda più di 8000 civili. Oltre ai danni materiali causati dallo Tsunami, adesso le autorità dello Sri Lanka dovranno fare i conti con i possibili danni causati dalle mine nelle regioni agricole rese inaccessibili e incoltivabili dagli ordigni. 

postato da: Violeta | dicembre 28, 2004 18:29 | commenti (2)

Il frutto della pace è appeso all'albero del silenzio

detto arabo

postato da: Violeta | dicembre 22, 2004 18:27 | commenti (7)

"El cuerpo es un combate que se pierde."

postato da: Violeta | dicembre 20, 2004 16:08 | commenti (2)

Un articolo di Meir Shalev (da Israele) tradotto da Jack Arbib

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Alla fine vincerà il violino.

Allora, cosa c'è stato nelle ultime settimane? C'è stato un ufficiale che ha dato il colpo di grazia a una bambina. Ci sono stati dei soldati che hanno seviziato delle salme nemiche e che si sono fatti fotografare vicino ad una testa percossa con una sigaretta accesa tra le labbra morte. Ci sono stati soldati che hanno chiesto ad un palestinese di suonare per loro il violino al posto di blocco, e ci sono stati dei commandos della Marina che si sono fatti fotografare nudi sull'Hermon. Questo è quello che ci ha dato l'Esercito.
Sul colpo di grazia alla bambina si è svolta un'inchiesta menzognera e difettosa. La sevizie sulle salme è ancora sotto inchiesta, siate pazienti. Riguardo ai soldati per i quali il palestinese ha suonato il violino, il portavoce dell'Esercito ha detto che si tratta di mancanza di sensibilità. Ma i soldati fotografati nudi sono stati espulsi dalla loro unità immediatamente, perche' l'Esercito è un esercito morale, l'Esercito estirpa il male, e, quando necessario, l'Esercito sa muoversi velocemente e efficacemente.
Io guardo la foto del palestinese che suona il violino per i nostri soldati. Il suo viso è molto familiare. È familiare perché questo sguardo, che non fissa nulla, a cui è proibito guardare, lo abbiamo già visto in mille posti di blocco, anche in città, quando i nostri combattenti controllano i documenti.
Ma ci è familiare anche per un'altra ragione: è che abbiamo già visto questa immagine in un passato non remoto. E, in qualche modo, questa immagine ci sconvolge non meno del colpo di grazia alla bambina o delle sevizie sulle salme. Ci sconvolge perché noi conosciamo questa immagine dall'altro lato del violino, dall'altro lato della canna di fucile e dall'altro lato del posto di blocco.
"Incidenti gravi come questi acutizzano la necessità di continuare ad imprimere il messaggio" ha comunicato il portavoce dell'Esercito riguardo il recital al posto di blocco. Ma il messaggio è già impresso. È stato impresso quando l'Esercito ha permesso ai coloni di tormentare i palestinesi a loro piacimento.
È stato impresso quando il capo dell'Aviazione spiega di non sentire nulla quando getta una bomba di una tonnellata su un quartiere di abitazioni; e viene nominato vice Capo di Stato Maggiore. È stato impresso quando il comandante di un battaglione viene destituito per una soffiata ai giornali e non per la distruzione sistematica e indiscriminata di civili e delle loro case. È stato impresso, e dall'esercito è passato alla strada, alla scuola e alla politica economica.
"Si tratta di un comportamento poco sensibile al posto di blocco di soldati che devono affrontare una situazione complicata e pericolosa" ha detto il portavoce. Questa risposta automatica e modulare indica che il portavoce non comprende la complicazione e il pericolo vero. Perché, a parte la terrificante associazione dei soldati e del civile e del posto di blocco e del violino, c'è la consapevolezza che una volta eravamo noi il popolo che suonava il violino. Il violino ebraico ha suonato nei matrimoni, nelle sale da concerto, e per i gendarmi dei campi. Abbiamo suonato e sherzato: il violino è il nostro strumento, è piccolo e leggero e si può portare anche fuggendo...
Il sionismo ci ha chiesto di deporre il violino, e di afferrare temporaneamente il fucile. I territori e quanto li riguarda hanno trasformato questa in una condizione permanente. Questo è il vero pericolo. Perché alla fine vincerà il violino.

Meir Shalev (26.11.2004)

















postato da: Violeta | dicembre 17, 2004 01:19 | commenti (2)

Questa sera starò davanti a una fredda commissione. Tutti individui senza scrupoli, gente che vorrebbe vederti sparire dalla faccia della terra. È la sera del 15 dicembre. Vorrei essere da un altra parte, vorrei gridare libertà per chi 35 anni fa - ah, che distratto! -  volò dalla finestra di un quarto piano. Ahi gioventù libertaria, ahi di nuovo di fronte agli inqisitori..ti uccideranno?

Salud y libertad, a tutti.

postato da: Violeta | dicembre 15, 2004 10:07 | commenti (7)

Para Miguel, esperando nuestras noches de antropologìa y linguìstica.

Nunca escribir lo que debe quedarse en privado. Nunca intentar romper el espejo del otro si està hecho de tela y està esperando a la mano de un pintor asesino para salir a luz. Nunca desvelar lo que nos toca bajo las sàbanas, en un quiròfano. Nunca.

A la mierda los acentos y este puto teclado italiano. Te echo de menos.

 

postato da: Violeta | dicembre 09, 2004 11:05 | commenti (4)

Con permesso signore, ecco, volevo dirvi una cosa...

volevo dirvi che adesso basta con le ingiustizie, che ora ci avete messo alle strette inguistamente, che avete proibito la circolazione dei miei scritti. Ecco, volevo dirvi che io di voi mi fidavo e predicavo che si fidassero di voi. Ecco, sgnore, adesso dico basta! O libertà o morte.

postato da: Violeta | dicembre 04, 2004 01:36 | commenti

Il ritorno della Dottrina Monroe incombe minaccioso sull'America Latina
I movimenti popolari latinoamericani si mobilitano per difendere il continente dalle ingerenze americane
 
David Lifodi
Fonte: www.rebelion.org: "Bush lancerà un ultimatum stile Monroe contro Venezuela, Cuba ed il Blocco Regionale di Potere"
www.reporterassociati.org: "Venezuela: quel telegramma di Josè Maria Aznar a Gorge Bush pieno di elogi verso i golpisti" - 1 dicembre 2004
 
1 dicembre 2004
Dopo la "pacificazione" dell'Afghanistan e la conferma delle "libere elezioni" in Irak per la fine di Gennaio, Bush sembra spostare le sue mire espansionistiche verso l'America Latina allo scopo di sferrare una vera e propria guerra senza quartiere nei confronti del continente sudamericano. In un articolo apparso sul sito rebelion.org si preannunciano le prossime mosse dell'amministrazione Bush, a partire dal tentativo, non nuovo, di sostituire Chavez con un presidente filostatunitense. Del resto il Venezuela sembra ormai divenuto per gli Stati Uniti un'ossessione pari a quella di Cuba, tanto che fin dal 2002 la Cia era a conoscenza dei preparativi per rovesciare Chavez tramite un golpe. La notizia, riportata dai media statunitensi e ripresa dal sito reporterassociati.org, è stata rivelata da Eva Gollinger, avvocatessa che ha studiato i documenti declassificati dalla Cia ed ha scoperto come gli Usa avessero partecipato al tentativo di colpo di stato che aveva portato a Miraflores, seppure per poco tempo, il presidente degli industriali venezuelani Carmona. Inoltre questa rivelazione, pubblicata dal quotidiano americano "Newsday", ha provocato un certo clamore anche in Europa per l'esistenza di un telegramma inviato dall'allora premier spagnolo Aznar a Bush in cui elogiava il colpo di stato contro Chavez.
Se il Venezuela è al primo posto nella lista nera di Bush, tanto da essere inserito tra i cosiddetti "stati canaglia", Heinz Dieterich traccia su rebelion.org la mappa di tutte quelle che saranno le prossime ingerenze degli Stati Uniti in America Latina. Sulla base di un esplicito ritorno alla Dottrina Monroe, Frank J.Gaffney, Presidente del Centro per le Politiche di Sicurezza del Pentagono, ha già esortato Bush a mettere in pratica una strategia aggressiva nei confronti dei "regimi antistatunitensi" in Sudamerica, di cui farebbero parte il governo Lula, per la verità finora molto ligio alle imposizioni del Fondo Monetario Internazionale, l'Uruguay del neoeletto Tabarè Vasquez, che assumerà ufficialmente il mandato presidenziale dal 1 Marzo e di conseguenza deve ancora muovere i suoi primi passi, l'Argentina, i movimenti sociali dell'Ecuador (che stanno cercando di far cadere Gutierrez, abile e raccogliere i loro voti per poi tradire tutte le promesse della campagna elettorale) e ovviamente Cuba. L'intento di Bush, quindi, è quello di prevenire quel progetto di "integrazione sudamericana a livello statale sul piano economico, politico, culturale e militare, un cocktail per la costruzione di un'alleanza strategica tra i governi rispettivi ed i movimenti popolari latinoamericani", scrive Dieterich, un programma a cui già stavano lavorando Lula e Kirchner e adesso rafforzato dalla presenza dell'uruguayano Vasquez, ma di certo non si tratta di un piano eversivo o rivoluzionario, quanto piuttosto della costruzione di un'agenda comune per difendersi da una vera e propria aggressione pianificata dal governo statunitense.
Proprio allo scopo evitare una violenta destabilizzazione da parte degli Stati Uniti, lo scorso 18 Novembre si sono riunite la Confederazione di nazionalità indigene dell'Ecuador (Conaie), il Movimento per la Repubblica Bolivariana dell'Ecuador e l'Assemblea Permanente per i diritti umani ha stilato un manifesto in cui si esorta a difendere gli interessi latinoamericani e a fermare il pericoloso avanzamento dell'agenda Bush: l'unico protagonista col potere, la visione strategica ed il dinamismo necessario per ostacolare questo progetto, conclude Dieterich, è Hugo Chavez.





postato da: Violeta | dicembre 02, 2004 12:00 | commenti (4)

 


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