[escola moderna]

"Deseo que en ninguna ocasión ni próxima ni lejana, ni por uno ni otro motivo, se hagan manifestaciones de carácter religioso o político ante los restos míos, porque considero que el tiempo que se emplea ocupándose de los muertos sería mejor destinarlo a mejorar la condición en que viven los vivos, teniendo gran necesidad de ello casi todos los hombres. (...) Deseo también que mis amigos hablen poco o nada de mi, porque se crean ídolos cuando se ensalza a los hombres, lo que es un gran mal para el porvenir humano. Solamente los hechos, sean de quien sean, se han de estudiar, ensalzar o vituperar, alabándolos para que se imiten cuando parecen redundar al bien común, o criticándolos para que no se repitan si se consideran nocivos al bienestar general."
 

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nella Stanza si stanno incontrando compagni
Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini
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los eruditos a la violeta 

postato da: Violeta | febbraio 09, 2005 20:25 | commenti (9)

 

Israele-Palestina: Sulla repressione a Khallet al-Dar e manifestazione contro gli arresti.

From worker-a-infos-it@ainfos.ca (Flow System)
Date Mon, 7 Feb 2005 14:35:53 +0100 (CET)


Da qualche settimana, l'amministrazione civile israeliana ruba terre palestinesi nella zona di Hebron, senza nemmeno dire il motivo. Il 1 febbraio, c'è stata una manifestazione (indetta dagli Anarchici Contro il Muro) di circa 300 persone tra palestinesi, israeliani e internazionali in un tentativo di resistere contro l'appropriazione delle terre del villaggio cisgiordano di Khallet Al-Dar. La manifestazione era piuttosto pericolosa ma non ci sono state notizie al riguardo sui media dal momento che non è stato versato abbastanza sangue. Un piccolo gruppo di militari presi dal panico ha sparato sopra le teste dei manifestanti e il conducente di una ruspa impazzito ha continuato a lavorare anche quando c'erano dei manifestanti davanti e sopra il suo veicolo. Questo incosciente ha addirittura usato il braccio meccanico della ruspa per spingere indietro le persone, colpendo alcune.
Nonostante il pericolo, i manifestanti hanno spinto in avanti, fermando la ruspa e costringendola a tornare indietro. Quando sono arrivate altre ruspe, i manifestanti si sono seduti per terra, mantenendo la posizione per circa 45 minuti. A quel punto una notevole forza di polizia e guardie di frontiera hanno assalito la folla, arrestando tutti gli internazionali e gli israeliani che potessero. Sono stati arrestati 5 israeliani e 2 internazionali e gli altri manifestanti sono stati attaccati con proiettili ricoperti di gomma, granate ad urto e lacrimogeni.
Dopo qualche tempo in carcere, sono stati liberati i due internazionali ma la polizia ha insistito nel voler tenere tutta la notte in cella Matan
Cohen. Cohen è accusato di aver aggredito un poliziotto. Gli altri israeliani arrestati si sono rifiutati di firmare i fogli di rilascio per poter rimanere con Cohen, ma alla fine sono stati liberati senza dover firmare e senza l'opzione di rimanere in carcere. Inoltre, uno degli israeliani è stato aggredito da un investigatore della polizia di nome Itzhak Zooaretz.
Sebbene l'accusa contro Cohen sia infondata (cosa ammessa anche dal comandante del commissariato dove Cohen ha passato la notte), lo Stato ha richiesto che venga tenuto in custodia fino alla fine del processo! Il solo fatto che venga richiesto un tale provvedimento nei confronti di un ragazzo di 16 anni rappresenta un salto di qualità della persecuzione politica nei confronti della sinistra anche rispetto a quanto successo nel caso di Tali Fahima. Attualmente Cohen è agli arresti domiciliari e deve rimanervi fino a domenica 6 febbraio quando ci sarà un'udienza per chiedere l'estensione dell'arresto. Si chiede il massimo sostegno per Matan alla manifestazione che ci sarà davanti al tribunale di Gerusalemme presso il quartiere russo. Chi tra di noi sarà il prossimo?

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali
Fonti: israel.indymedia.org e Kobi Snitz
Per le foto degli eventi (inclusa una foto dell'arresto di Matan Cohen):
http://www.fdca.it/wall

postato da: Violeta | febbraio 09, 2005 09:00 | commenti (1)

 

"…quanto più la necessità viene ad essere socialmente sognata, tanto più il sogno diviene necessario.

Lo spettacolo è il cattivo sogno della società moderna incatenata, che non esprime in definitiva se non il suo desiderio di dormire. Lo spettacolo è il guardiano di questo sonno…"

Guy Debord (La société du Spectacle, 1967)

postato da: Violeta | febbraio 08, 2005 12:18 | commenti (2)

 


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