
[escola moderna]
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nella Stanza si stanno incontrando compagni
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ANCORA TOPPE Ecco che torna, inquietante, l'immagine di un messaggio chiuso in faccia. Fuori stanno per piovere corde. Tutto mi riporta un po' indietro a storie di bocche ricucite, di schermi graffiati e laceri e di pensieri che non possono essere comunicati per volere (o nolere) dell'Altro. Altro con la A maiuscola, che si pone a maestà dello scritto e del vissuto. Altro prepotente, che succhia quello che in te trova bello e poi ti lascia adagiato, esangue, con il viso sulla terra. Oh mammamia, che è successo oggi? Noi vogliamo dire. La Viola, il principe Assurdo, il Sole, e il signor Tunga. E gli altri. postato da: Violeta | maggio 23, 2005 10:08 | commenti (4)
postato da: Violeta | maggio 19, 2005 14:12 | commenti
Anamnesi 1 Ho memoria delle papere, che la notte in branco mi assalivano - mia sorella gridava l'arrivo - orride orde, mio dio Ho memoria di un maestro di violino, con la foto della moglie nella custodia - come in una bara - che vedeva molto di più di una diciassettenne Ho memoria di quando giocavo a fare cristo in croce, al buio, ed una foto mi fece apparire gli occhi bianchi, come rovesciati Ho memoria di minacce rivolte ad un agnello femmina che non aveva colpe se non quella di essere nata Ho memoria delle vertigini sporta dal balcone da un braccio ingessato, guidato da un cervello probabilmente altrettanto ingessato Ho memoria di cinquemilalire cambiate in monete da duecento per giocare al videogame delle tartarughe ninja, dove quello-che-mi-sta-più-simpatico-è-sicuramente-quello-col-cervello-nella-panza Ho memoria di giorni interi sull'altalena in terrazza circondata da palazzi enormi, che nemmeno riuscivo a vedere il cielo, e cantavo inventandomi le parole Ho memoria di ferite, dentro-fuori, tappate, ricucite e che a volte qualcuno va a toccare per curiosità e poi ci piange sopra Poi ho memoria di contadini, braccianti, uomini sui trattori, donne con i vestiti a fiori, bambini che corrono nei campi, si tuffano nel fiume gelato. Ho memoria di arte, memoria di puro suono, di tasti ingialliti e un pianoforte comprato per tremilalire da una cantante calva - Laruccia - e le pagine delle sonatine che cadono a pezzi Ho memoria di folk ascoltato e cantato ogni volta, al ritorno da un luogo più sicuro di casa Ho memoria di compagni, che nel vero senso della parola, dividono pane e companatico e dividono anche il vino Ho memoria di sorelle, di baci, di abbracci e strette forti come ad imprimere il mio segno su di te, sull'anima tua Ho memoria di frères e di dolcezza gratuita per tutti! Ché la dolcezza mica si paga, né si a.ppaga Ho memoria di qualche paio di occhi che dopo il primo minuto già hanno capito tutto, una sola animuloradiografia ben definita Ho memoria di festa, quella di popolo, quella sotto i castagni, quella dei tavolacci tra i ricci, quella del guarda-chi-si-rivede, quella del bicchiere che è sempre mezzo vuoto e va riempito.
postato da: Violeta | maggio 12, 2005 23:35 | commenti (1)
Dalle DICAS di Sagarana: Ivan Karamazov, nel romanzo di Dostoevskij, di fronte all’episodio di un bambino fatto sbranare dai cani del padrone, come punizione per avere involontariamente offeso la zampa di un cane, così commenta: “non voglio... che la madre s’abbracci col carnefice che ha fatto sbranare suo figlio dai cani!... Non voglio l’armonia: per amore stesso dell’umanità, non la voglio. Voglio che si rimanga, piuttosto, con le sofferenze invendicate. Preferisco, io, rimanere nel mio stato di invendicata sofferenza e d’implacato scontento”.
postato da: Violeta | maggio 04, 2005 10:12 | commenti
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