[escola moderna]

"Deseo que en ninguna ocasión ni próxima ni lejana, ni por uno ni otro motivo, se hagan manifestaciones de carácter religioso o político ante los restos míos, porque considero que el tiempo que se emplea ocupándose de los muertos sería mejor destinarlo a mejorar la condición en que viven los vivos, teniendo gran necesidad de ello casi todos los hombres. (...) Deseo también que mis amigos hablen poco o nada de mi, porque se crean ídolos cuando se ensalza a los hombres, lo que es un gran mal para el porvenir humano. Solamente los hechos, sean de quien sean, se han de estudiar, ensalzar o vituperar, alabándolos para que se imiten cuando parecen redundar al bien común, o criticándolos para que no se repitan si se consideran nocivos al bienestar general."
 

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nella Stanza si stanno incontrando compagni
Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini
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ANCORA TOPPE

Ecco che torna, inquietante, l'immagine di un messaggio chiuso in faccia. Fuori stanno per piovere corde. Tutto mi riporta un po' indietro a storie di bocche ricucite, di schermi graffiati e laceri e di pensieri che non possono essere comunicati per volere (o nolere) dell'Altro. Altro con la A maiuscola, che si pone a maestà dello scritto e del vissuto. Altro prepotente, che succhia quello che in te trova bello e poi ti lascia adagiato, esangue, con il viso sulla terra.

Oh mammamia, che è successo oggi?

Noi vogliamo dire. La Viola, il principe Assurdo, il Sole, e il signor Tunga. E gli altri.

postato da: Violeta | maggio 23, 2005 10:08 | commenti (4)

postato da: Violeta | maggio 19, 2005 14:12 | commenti

Anamnesi 1

Ho memoria delle papere, che la notte in branco mi assalivano - mia sorella gridava l'arrivo - orride orde, mio dio

Ho memoria di un maestro  di violino, con la foto della moglie nella custodia - come in una bara - che vedeva molto di più di una diciassettenne

Ho memoria di quando giocavo a fare cristo in croce, al buio, ed una foto mi fece apparire gli occhi bianchi, come rovesciati

Ho memoria di minacce rivolte ad un agnello femmina che non aveva colpe se non quella di essere nata

Ho memoria delle vertigini sporta dal balcone da un braccio ingessato, guidato da un cervello probabilmente altrettanto ingessato

Ho memoria di cinquemilalire cambiate in monete da duecento per giocare al videogame delle tartarughe ninja, dove quello-che-mi-sta-più-simpatico-è-sicuramente-quello-col-cervello-nella-panza

Ho memoria di giorni interi sull'altalena in terrazza circondata da palazzi enormi, che nemmeno riuscivo a vedere il cielo, e cantavo inventandomi le parole

Ho memoria di ferite, dentro-fuori, tappate, ricucite e che a volte qualcuno va a toccare per curiosità e poi ci piange sopra

Poi ho memoria di contadini, braccianti, uomini sui trattori, donne con i vestiti a fiori, bambini che corrono nei campi, si tuffano nel fiume gelato.

Ho memoria di arte, memoria di puro suono, di tasti ingialliti e un pianoforte comprato per tremilalire da una cantante calva - Laruccia - e le pagine delle sonatine che cadono a pezzi

Ho memoria di folk ascoltato e cantato ogni volta, al ritorno da un luogo più sicuro di casa

Ho memoria di compagni, che nel vero senso della parola, dividono pane e companatico e dividono anche il vino

Ho memoria di sorelle, di baci, di abbracci e strette forti come ad imprimere il mio segno su di te, sull'anima tua

Ho memoria di frères e di dolcezza gratuita per tutti! Ché la dolcezza mica si paga, né si a.ppaga

Ho memoria di qualche paio di occhi che dopo il primo minuto già hanno capito tutto, una sola animuloradiografia ben definita

Ho memoria di festa, quella di popolo, quella sotto i castagni, quella dei tavolacci tra i ricci, quella del guarda-chi-si-rivede, quella del bicchiere che è sempre mezzo vuoto e va riempito.

 

postato da: Violeta | maggio 12, 2005 23:35 | commenti (1)

Dalle DICAS di Sagarana:

Ivan Karamazov, nel romanzo di Dostoevskij, di fronte all’episodio di un bambino fatto sbranare dai cani del padrone, come punizione per avere involontariamente offeso la zampa di un cane, così commenta: “non voglio... che la madre s’abbracci col carnefice che ha fatto sbranare suo figlio dai cani!... Non voglio l’armonia: per amore stesso dell’umanità, non la voglio. Voglio che si rimanga, piuttosto, con le sofferenze invendicate. Preferisco, io, rimanere nel mio stato di invendicata sofferenza e d’implacato scontento”.

 

postato da: Violeta | maggio 04, 2005 10:12 | commenti

 


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