[escola moderna]

"Deseo que en ninguna ocasión ni próxima ni lejana, ni por uno ni otro motivo, se hagan manifestaciones de carácter religioso o político ante los restos míos, porque considero que el tiempo que se emplea ocupándose de los muertos sería mejor destinarlo a mejorar la condición en que viven los vivos, teniendo gran necesidad de ello casi todos los hombres. (...) Deseo también que mis amigos hablen poco o nada de mi, porque se crean ídolos cuando se ensalza a los hombres, lo que es un gran mal para el porvenir humano. Solamente los hechos, sean de quien sean, se han de estudiar, ensalzar o vituperar, alabándolos para que se imiten cuando parecen redundar al bien común, o criticándolos para que no se repitan si se consideran nocivos al bienestar general."
 

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nella Stanza si stanno incontrando compagni
Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini
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CARO TIZIANO, TI PORGO IL MIO BACIO E UNA CAREZZA SULLA BARBA BIANCA.

"Andando a giro per il mondo a incontrare medici, maghi e maestri avevo certo capito che era inutile continuare a viaggiare, che la cura delle cure non esiste e che la sola cosa da fare è vivere più coscientemente, il più naturalmente possibile, vivere in maniera semplice, mangiando poco e pulito, respirando bene, riducendo i propri bisogni, limitando al massimo i consumi, controllando i propri desideri e allargando così i margini della propria libertà".    [...] Alla fine tutto va messo alla prova: le idee, i propositi, quel che si crede di aver capito e i progressi che si pensa di aver fatto. E il banco di questa prova è uno solo: la propria vita. A che serve essere stati seduti sui talloni per ore a meditare se non si è con questo diventati migliori, un po' più distaccati dalle cose del mondo, dai desideri dei sensi, dai bisogni del corpo? A che vale predicare la non violenza se si continua a profittare del violento sistema dell'economia di mercato? A che serve aver riflettuto sulla vita e sulla morte se poi, dinanzi a una situazione drammatica, non si fa quel che si è detto tante volte bisognerebbe fare e si finisce invece per ricadere nel vecchio, condizionato modo di reagire?"


                                                                                                                     Un altro giro di giostra

postato da: Violeta | luglio 28, 2005 10:38 | commenti

Una volta la bomba era mirata. Si occupava di uno, o di qualcuno che all'uno stava in appendice. Oggi la bomba non è intelligente. Va sui tanti ed anche sui diversi. Indiscriminata legge del brandello, schegge di un vuoto esausto, sordido egoistico richiamo di una fine più della propria esistenza che di quella altrui. Bum. Gli occhi fuori dalle orbite, le fauci spalancate come da fiera che colpita strazia arrancando strisciante nella polvere di quella terra che l'ha protetta. Il padrone che schiaccia la coda al cane ogni giorno, tira la catena al collo, lo fa lottare con altri cani assetati. El derecho de vivir en paz, nelle mie orecchie. Gli sciocchi duelli, il milite, l'onore, il maschio. Il dominio. L'urlo di comando e le vene che saltano su corpi gonfiati e menti gonfiate. È droga.

Ya basta!

__________________________________________________________________________________________________________________

Aquí tenéis, en canto y alma, al hombre
aquel que amó, vivió, murió por dentro
y un buen día bajó a la calle: entonces
comprendió: y rompió todos sus versos.

Así es, así fue. Salió una noche
echando espuma por los ojos, ebrio
de amor, huyendo sin saber adónde:
a donde el aire no apestase a muerto.

Tiendas de paz, brizados pabellones,
eran sus brazos, como llama al viento;
olas de sangre contra el pecho, enormes
olas de odio, ved, por todo el cuerpo.

¡Aquí! ¡Llegad! ¡Ay! Ángeles atroces
en vuelo horizontal cruzan el cielo;
horribles peces de metal recorren
las espaldas del mar, de puerto a puerto.

Yo doy todos mis versos por un hombre
en paz. Aquí tenéis, en carne y hueso,
mi última voluntad. Bilbao, a once
de abril, cincuenta y tantos.

postato da: Violeta | luglio 23, 2005 09:40 | commenti (1)

DELL' ANARCHISTI L'È PIENO LE GALERE...

Ancora altri compagni arrestati con accuse assurde. 7 stavolta, e dopo un mese di silenzio. Quel silenzio che ribolliva e che prima o poi sarebbe dovuto strabordare a punire la fiamma. La fiamma accesa dalla voglia di vivere in pace, di avere diritto a un tetto sopra la testa, di creare legami saldi e lottare ogni giorno, insieme.

Il clima si fa pesante.Non passa giorno in cui non arrivi un "ogi sgombero, oggi sfratto, oggi aggressione, oggi cariche".

E nella mia città celtiche sui muri e scritte sui palazzi più in vista che forniscono l'indirizzo del Fronte della Nova Gioventù. L'indignazione mi sventra.

Quando toccherà a noi? Temo molto presto. Se non doveste sentire di me, iniziate a pre-occuparvi.

Salud y libertad

postato da: Violeta | luglio 22, 2005 12:02 | commenti

ETIOPIA – I cattolici, dopo 450 anni, tornano a “colonizzare” Adwa.
 
Questa mattina l’Agenzia di stampa della Fides – congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, come si recita nell’ardito slogan - proclamava soddisfatta che finalmente, dopo 450 anni di assenza,  è stata consacrata una chiesa cattolica ad Adwa, in Etiopia, grande opera dei salesiani. Ovviamente, vengono intessute le lodi di quest’ordine, delle figlie di Maria Ausiliatrice e della congregazione di Don Bosco che dal 93 monopolizzano completamente l’educazione dei ragazzi e ragazze del posto. La notizia ci viene posta in modo da farci credere che la costruzione della chiesa sia il frutto di un magnifico rapporto di stima e fiducia nato nei giorni della grande carestia del 1985: da quel periodo gli anziani di Adwa avrebbero chiesto insistentemente al Vescovo di Adigrat la presenza in questa località dei Salesiani, che avevano incontrato durante l’emergenza.
Nel 2002 la posa del primo “macigno” poi l’edificazione e la consacrazione, fino al 23 giugno 2005, quando la nuova “chiesa coloniale” ha riunito quasi mille persone tra cui una folta rappresentanza del clero. Alla solenne cerimonia, ha partecipato tutta la Conferenza Episcopale Etiope ed il Nunzio Apostolico. Purtroppo non è né la prima né l’ultima delle stazioni di controllo che l’istituzione ecclesiastica ha sul territorio africano. Da nord a sud del continente sono moltissime le organizzazioni che gestiscono la vita della popolazione, a partire dalla South African Council of Churches, al comitato permanente dei Vescovi della Repubblica Democratica del Congo, le Pontificie Opere Missionarie, gesuiti, salesiani e chi più ne ha più ne metta, tutti a creare una fittissima rete gerarchica perfettamente organizzata e distribuita sul territorio. E dove questa non sia ancora arrivata ecco che subito Dio provvede.
 

postato da: Violeta | luglio 14, 2005 11:06 | commenti (2)

ATTENZIONE, ATTENZIONE!

È pronto il libro che io e Alfonso abbiamo tradotto: "Ruanda:un genocidio senza importanza. Il ruolo della chiesa cattolica e della Francia", edito dalla Cooperativa tipolitografica di Carrara.

L'autore è Jean-Paul Gouteux, dottore in scienze  e ricercatore in etimolgia medica. È stato residente in diversi paesi africani dove ha lavorato sull'epidemiologia delle malattie tropicali. Dal 1994 partecipa alle iniziative popolari perché sia fatta conoscere la verità sul dramma ruandese e milita contro la banalizzazione dei genocidi.

"In quel paese laggiù un genocidio non è poi così impotante", dice Mitterand secondo il Figaro del 12 gennaio 98.

Noi non ci illudiamo di illuminare grandi quote di  lettori, ma un impulso ci ha spinti: contribuire a rompere il muro  del silenzio e dell'indifferenza, in modo che domani non si possa dire "noi non sapevamo".

Scrivetemi, nel caso abbiate voglia di leggerlo (danielaraspollini@hotmail.com).

http://nuit.rwandaise.free.fr/actu/genocidio-importanza.htm, il link

Buona lettura

postato da: Violeta | luglio 04, 2005 15:04 | commenti (5)

LIBER-T-ARIA

Oggi tira aria di libertà.

Hai visto signor Fungo, il mio desiderio si è quasi avverato, poco c'è mancato che la seconda lettera non la ricevessi..

Sono in pace stasera. Capace di ridere con gli occhi, ridare vita alle mani, avvinghiarmi in una stretta godereccia. Ho avuto una famiglia di mille persone, così come il mio fratellone signor fungo. Ah! Che voglia di tenere stretti tutti quanti, di baciare tutti, di sorridere a destra e strizzare un occhio a sinistra. Oggi sono felice, il cielo è terso quasi quanto i nostri occhi. La valle butta fuori energia positiva ed io ingoio i pensieri ad uno ad uno sottoforma di aria, li faccio scendere nel ventre e li spurgo - via tutto! una re-esistenza tutta nuova! - e lasciavo il posto ai colori che mi entrano dagli occhi, al folk che mi entra dalle orecchie e al contatto del corpo dell'altro. Oggi non c'è limite, siamo un flusso e riflusso.

Il racconto mi ha fatto bene, mi ha tranquillizzato, ma come hai detto tu, signor fungo, abbiamo qualche conto in sospeso con quelli che stanno ancora là. Per tutti loro--

Salud y libertad

postato da: Violeta | luglio 03, 2005 00:03 | commenti

 


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