[escola moderna]

"Deseo que en ninguna ocasión ni próxima ni lejana, ni por uno ni otro motivo, se hagan manifestaciones de carácter religioso o político ante los restos míos, porque considero que el tiempo que se emplea ocupándose de los muertos sería mejor destinarlo a mejorar la condición en que viven los vivos, teniendo gran necesidad de ello casi todos los hombres. (...) Deseo también que mis amigos hablen poco o nada de mi, porque se crean ídolos cuando se ensalza a los hombres, lo que es un gran mal para el porvenir humano. Solamente los hechos, sean de quien sean, se han de estudiar, ensalzar o vituperar, alabándolos para que se imiten cuando parecen redundar al bien común, o criticándolos para que no se repitan si se consideran nocivos al bienestar general."
 

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nella Stanza si stanno incontrando compagni
Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini
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L'UNIVERSITÀ MUORE OGGI

postato da: Violeta | ottobre 25, 2005 22:19 | commenti


8 per mille. Italiani ingannati


Violata la legge 222/85. Giulio Marcon: "L'80% dei fondi 8 x 1000 va in missioni militari. Finanziata anche la missione in Irak".


"Ormai da anni i fondi dell'8 per 1000 gestiti direttamente dallo Stato (destinati annualmente dai contribuenti allo Stato all'atto della dichiarazione dei redditi) vengono utilizzati per gli scopi più disparati, e tra questi il finanziamento delle missioni militari all'estero.

 

Nel 2004 si è arrivati ad una situazione che ha dell'incredibile: ben 80 dei poco più dei 100 milioni di euro destinati allo Stato dai contribuenti sono stati stornati per finanziare le missioni militari italiane e in particolare quella in Iraq, che pesa per oltre il 50% sui costi di tutte le missioni militari italiane". È quanto afferma Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci! sostenuta dalla società civile italiana.

Eppure la legge 222 del 1985 (che istituisce il fondo 8 x 1000) parla chiaro: le somme destinate allo Stato, devono essere utilizzate "per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali" (art. 48). Attualmente agli interventi per la fame nel mondo vengono destinate lo 0,9% delle risorse, ai rifugiati lo 0,6%, ai beni culturali il 13,8%, alle calamità naturali il 5,0%. Tutto il resto (il 79.6%) alle missioni e alle spese militari. Si tratta di una violazione di sostanza e di merito della legge 222.

"I soldi degli italiani sono utilizzati per finalità diverse da quelle previste dalla legge: la volontà dei contribuenti non è rispettata ed è palesemente ingannata - continua Marcon. Il trucco contabile utilizzato dal governo e dal parlamento è quello di ridurre, in ogni legge finanziaria, il fondo 8 per mille, stornandone una parte per esigenze di finanza pubblica. In questo caso lo storno è stato di 80 milioni per le missioni militari, che non si sarebbero potute finanziare seguendo la lettera della legge 222/85."

 


La campagna Sbilanciamoci! denuncia questa operazione che fa aumentare ancora di più le spese militari in Italia, cresciute di oltre il 10% negli ultimi tre anni, e che finanzia un intervento militare, come quello in Iraq, che non ha niente di umanitario e di pace, ma che sostiene una logica di guerra e di occupazione militare contraria al diritto e alla legalità internazionale.

 


La campagna Sbilanciamoci! condurrà una ferma iniziativa anche in occasione della discussione della prossima legge finanziaria per impedire nuovamente lo storno dei fondi 8 x 1000 e dà appuntamento al Forum dell'Impresa di un'economia diversa a Corviale (1-4 settembre) per mettere a punto le prossime iniziative per la riduzione delle spese militari e per una finanziaria di pace.


postato da: Violeta | ottobre 24, 2005 20:02 | commenti

postato da: Violeta | ottobre 24, 2005 00:38 | commenti (1)

Roger McGough

VINEGAR

Sometimes

I feel like a priest

in a fish and chip queue

quietly thinking

as the vinegar runs through

how nice it would be

to buy supper for two

ACETO

A volte mi sento

come un prete che fa la fila

per il "Fish and Chips"

e pensa quieto

mentre scorre l'aceto

come sarebbe bello

comprare una cena per due

postato da: Violeta | ottobre 21, 2005 23:45 | commenti (2)

Sempre perché sono sotto studio pesante e quindi utilizzo il mio nuovo AIDSL per la distrazione, oggi ho scoperto questo da dei bloggueurs francesi. Scoprite anche voi di che pianta sete fatti. La Violeta, come volevasi dimostrare, ha i colori dell'anarchia.

postato da: Violeta | ottobre 17, 2005 23:38 | commenti

la loggia    

non trovate una somiglianza? No, avete ragione. George ha decisamente più capelli.

postato da: Violeta | ottobre 11, 2005 23:01 | commenti

POMPINI POMPINI POMPINI al Signore degli Agnelli.

Si da il caso che il rampollo della triiiiste famigliola degli Agnelli - oh, quale animale più azzeccato, lui, che si immola per la salvezza dell'umanità!! - sia rimasto vittima di un complotto di pushers-spacciatori-travestiti-cattivoni-manigoldi, e adesso? Lui sta male, poverino! Il nostro obiettivo primario è trovare immediatamente questi omoni cativoni che gli hanno dato una caramelina brutta brutta mal drogatina, tra una sua crisi e l'altra. Forza Tatangelo, oh nostro eroe! Adesso hai un altra occasione per salvare l'umanità! Forza o forze dell'ordine, mostrate la vostra forza, forza!

Oh, la famiglia degli Agnelli, quante quante sfortuuuuune! Quanti morti, quanti malati, oh!quante disgrazzzzie!

Lapo, oh uomo nobbile col nome da levriero! Oh, biondino del mio cuore!

[...Ma baffanculo va']

postato da: Violeta | ottobre 11, 2005 20:57 | commenti (4)

Questo il link alla vicenda di cui parla anche Alderano nella sua Stanza: http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?idCategory=4821&idContent=1129502&m2s=a
L'articolo si intitola: Io, clandestino
a Lampedusa.
Ripescato in mare e rinchiuso nel centro di permanenza temporanea, l'inviato dell'Espresso Fabrizio Gatti ha vissuto una settimana con gli immigrati in condizioni disumane. E' stato poi liberato con il foglio di via

Leggete e soffritene tutti.

postato da: Violeta | ottobre 11, 2005 11:28 | commenti

Dacci oggi il nostro delitto quotidiano


In tv ogni giorno pare che le cataratte del cielo si siano spalancate e piova come non mai. Il diluvio universale in confronto è solo un incidente idraulico Ritengo, che se l'uragano che ha distrutto New Orleans non avesse trovato una terra scavata, livellata, dragata, disboscata, saccheggiata, i suoi effetti sarebbero stati meno nefasti. Credo che su questo siano tutti d'accordo. Dove invece inizia il dibattito è se un uragano qua e uno tsunami laggiù siano dovuti al surriscaldamento del pianeta.

Metto subito in chiaro che, pur non essendo il detentore di un sapere scientifico in proposito, sono convinto che l'alterazione di molte condizioni ambientali provochi fenomeni che non sarebbero accaduti se avessimo avuto più a cuore il destino del pianeta, e quindi sono per il protocollo di Kyoto. Ma ritengo anche che di tornados, cicloni e tifoni ce ne siano sempre stati, altrimenti non avremmo avuto belle pagine di Conrad o film celeberrimi dedicati a questi disastri. Azzardo pertanto che nei secoli passati ci siano stati cataclismi tremendi, che hanno ucciso decine di migliaia di persone, e magari sono accaduti alla stessa distanza di tempo (strettissima) intercorsa tra lo tsunami asiatico e il Katrina americano.

Di alcuni di essi abbiamo sentito parlare, su pochi è nata persino una letteratura, come coi terremoti di Pompei e di Lisbona, di altri sono circolate notizie imprecise e terrificanti, come l'eruzione del Krakatoa, ma insomma credo sia lecito supporre che decine e centinaia di altri cataclismi abbiano falciato coste e popolazioni lontane mentre noi ci occupavamo di tutt'altro. Quindi succede che nel mondo globalizzato la rapidità dell'informazione fa sì che veniamo a conoscenza (immediata) di qualsiasi evento tragico accaduto anche nell'angolo più remoto del globo, e abbiamo l'impressione che ai giorni nostri ci siano molti più cataclismi di un tempo. Per esempio, credo che uno spettatore medio della televisione si chieda per quale virus misterioso ci siano in giro tante mamme che ammazzano i loro bambini. E qui è difficile accusare il buco nell'ozono.

Ci deve essere sotto qualcosa d'altro. In effetti qualcosa d'altro c'è, ma è sopra, ovvero non è né segreto né nascosto. È che l'infanticidio è sempre stato, nel corso dei secoli, uno sport abbastanza praticato e i greci già andavano a teatro a piangere su Medea che, come è noto, i figli li aveva ammazzati millenni fa, e solo per far dispetto al marito. Tuttavia, e questo ci sia di consolazione, su sei miliardi di abitanti del pianeta le mamme assassine sono sempre state in una percentuale da molti zeri davanti, e quindi cerchiamo di non guardare con sospetto tutte le signore che ci passano vicino con un passeggino.

Eppure chi vede un nostro telegiornale ha l'impressione che viviamo in un girone infernale dove non solo le mamme ammazzano un bambino al giorno, ma i quattordicenni sparano, gli extracomunitari rapinano, i pastori tagliano le orecchie, i padri stendono a fucilate tutta la famiglia, i sadici iniettano varechina nelle bottiglie di minerale, i nipoti affettuosi affettano gli zii. Naturalmente è tutto vero ma è tutto statisticamente normale, e nessuno naturalmente si ricorda degli anni felici e pacifici del dopoguerra quando la saponificatrice lessava i vicini di casa, Rina Fort spaccava a martellate le teste dei figlioletti dell'amante, e la contessa Bellentani disturbava le cene vip a colpi di rivoltella.

Ora, se è 'quasi' normale che ogni tanto una mamma ammazzi il proprio bambino, è meno normale che tanti americani e iracheni saltino ogni giorno in aria. Eppure dei bambini uccisi sappiamo tutto, ma del numero di morti adulti pochissimo. È che i giornali seri, prima dedicano alcune pagine ai problemi della politica, dell'economia, della cultura, altre al listino di Borsa, agli annunci economici e a quegli annunci funebri che costituivano la lettura appassionata delle nostre nonne e poi, tranne casi veramente enormi, dedicano alla cronaca nera solo alcune pagine interne.

Anzi, una volta se ne occupavano più sommariamente di oggi, tanto che i lettori assetati di sangue dovevano acquistare pubblicazioni apposite come 'Crimen' - così come, ricordiamocene, lasciavano il pettegolezzo televisivo a rivistine illustrate che si trovavano dal parrucchiere.

Ora invece i nostri telegiornali, dopo le giuste notizie su guerre, stragi, attacchi terroristici e simili, dopo alcune prudenti indiscrezioni sull'attualità politica, ma senza spaventare troppo gli spettatori, iniziano la sequela dei delitti, matri-sororo-uxoro-fratri-patri-infanti-cidi, svaligiamenti, rapimenti, sparatorie, e - per non fare mancare niente al telespettatore - ogni giorno pare che le cataratte del cielo si siano spalancate sulle nostre regioni e piova come non era piovuto mai, che al confronto il diluvio universale era stato un piccolo incidente idraulico.

È qui che c'è sotto, ovvero sopra, qualcosa. È che non volendo compromettersi con notizie politicamente ed economicamente pericolose, i direttori dei nostri Tele Niagara hanno fatto la scelta-Crimen. Una bella sequenza di teste mozzate tiene buona la gente e non gli mette idee cattive per il capo.

di Umberto Eco
da L'Espresso-online

postato da: Violeta | ottobre 06, 2005 11:32 | commenti

 


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