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Alcune precisazioni in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate da Oriana Fallaci a un settimanale statunitense.
Siamo in qualche modo costretti a farle perché - come spesso accade - l'identità e la storia politica degli anarchici sono state utilizzate provocatoriamente e in maniera del tutto distorta. Da alcuni anni, ormai, Oriana Fallaci si fa interprete dei più biechi e viscerali istinti di odio e discriminazione, e il suo livore contro tutto ciò che non sia bianco, cristiano e occidentale ha raggiunto livelli talmente parossistici che saremmo tentati di non prenderla più molto sul serio. Ma il delirio xenofobo di un personaggio pubblico come Oriana Fallaci gode, purtroppo, di una copertura mediatica talmente rilevante che, alla fine, un personaggio del genere raggiunge il suo narcisistico scopo: diffondere idee e contenuti di violenza e razzismo anche per soddisfare il proprio desiderio di onnipotenza. Oriana Fallaci, nella sua umana disperazione, incarna quel cortocircuito culturale che da anni ormai affligge il mondo occidentale, lo stesso cortocircuito secondo il quale è giusto e legittimo reprimere in nome della libertà, uccidere per conto della democrazia, discriminare in difesa dell'uguaglianza. Nell'identificare il nuovo nazismo nell'Islam, Oriana Fallaci sembra non accorgersi di essere ella stessa una specie di nazista. Tutte le religioni sono, per noi, uno strumento di potere e di dominio, ma la nostra lotta per la libertà da ogni condizionamento clericale o religioso degli individui e della società non ha nulla a che fare con la visione oscurantista di Oriana Fallaci. Gli scontri di civiltà che eccitano tanto la fantasia dei guerrafondai come Fallaci non appartengono al patrimonio culturale e politico dell'anarchismo, perché gli anarchici sono internazionalisti e antirazzisti per definizione. Proprio per questo noi non abbiamo - né vogliamo avere - nulla a che fare con questa persona, la quale farebbe meglio a non millantare amicizie o comunanza d'intenti con gli anarchici di Carrara o di qualunque altro posto nel mondo. Non si permetta la signora Fallaci, o chi per lei, di usare il nostro nome per pubblicizzare i suoi deliri di distruzione, siano essi di una moschea in Toscana o di tutto ciò che non rientra nei suoi schemi bigotti e reazionari.
Ancora una volta ci troviamo di fronte all’ennesima provocazione verso il movimento anarchico; questa volta è la signora Fallaci a dare il la ed ecco tutta la stampa in coro che ripropone a gran voce lo stereotipo dell’anarchico bombarolo a tutta pagina.
Non soltanto: la signora Fallaci insiste nel suo delirio paventando amicizie che a suo dire sarebbero pronte ad accompagnarla nella sua arrogante scelleratezza.
Ci dispiace per la signora Fallaci, ma noi siamo amanti e fautori della libertà nel suo senso più alto.
Ci spiace per la signora Fallaci, ma noi non abbiamo amicizie razziste e guerrafondaie.
Ci dispiace per la signora Fallaci, ma noi siamo contro tutte le religioni nel preciso momento in cui tentano di imporsi con i loro dogmi e le loro credenze, non ultima quella cattolica romana che da millenni deturpa i paesaggi toscani e non solo.
Ci dispiace per la signora Fallaci, ma le nostre idee non collimano certo con le sue.
Teniamo a far presente ai quotidiani che hanno dato tanto rilievo a queste scempiaggini che se invece che la signora Fallaci fosse stato il signor X a destare tanto scalpore anzichè a guadagnarsi le prime pagine gli sarebbe valso soltanto a una denuncia per ubriachezza molesta.
postato da: Violeta | maggio 31, 2006 21:15
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15/05/2006
Spesso le coincidenze aiutano a riflettere. La notte tra l'11 e il 12 maggio gli immigrati detenuti nel Centro di Permanenza Temporanea di corso Brunelleschi a Torino hanno dato vita a una rivolta grazie alla quale un uomo è riuscito a fuggire e a far perdere le proprie tracce. Altri due sono stati fermati dalla polizia, trasferiti in carcere e riempiti di botte dagli agenti sotto gli occhi dei loro compagni di detenzione. La polizia è intervenuta con gli idranti per sedare le proteste dei migranti e, successivamente, il medico della Croce Rossa Italiana si è rifiutato di visitare i detenuti che lamentavano dolori e febbre dopo il trattamento dei poliziotti. Un perfetto spaccato di quotidiana violenza dentro un CPT. Al migrante in fuga e a tutti gli immigrati la nostra massima solidarietà. Tutto questo è avvenuto a pochi giorni dall'elezione di Giorgio Napolitano a presidente della repubblica italiana, un'elezione istituzionalmente tormentata che si è risolta con la vittoria di un uomo di fiducia del centrosinistra, il politico che firmò l'infame legge che ha sancito l'esistenza dei CPT, dei nuovi campi di segregazione che infestano l'Italia con il loro lugubre portato di segregazione, abusi, sofferenza e morte. Una elezione tutta in famiglia, con l'ex segretario del PRC Bertinotti (il cui partito votò e approvò la legge Turco-Napolitano) che proclama capo dello Stato il suo anziano compagno "migliorista" la cui azione è sempre stata indirizzata al consolidamento del PCI quale garante della conservazione del potere e dello status quo. In molti si lagnano che Napolitano non sarà né potrà essere "presidente di tutti". Di certo non sarà il presidente di tutti quelli che, per causa sua, vengono sbattuti dentro l'inferno di un CPT perché non hanno i documenti in regola.
postato da: Violeta | maggio 16, 2006 21:54
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